San Felice sul Panaro

Sanfelice stemma

San Felice sul Panaro è un comune di circa 11.100 abitanti in provincia di Modena, situato nella bassa pianura modenese a circa 35 km dal capoluogo ed a pochi chilometri dai comuni limitrofi Mirandola e Finale Emilia. Fa parte dell'Unione Comuni Modenesi Area Nord.

Nonostante l'appellativo, in realtà il territorio comunale non è di fatto attraversato dal fiume Panaro, che bagna invece i comuni limitrofi di Camposanto e Finale Emilia.

San Felice e le frazioni del Comune sono state particolarmente colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.

 

Storia

I primi insediamenti nella zona, che anticamente fu paludosa e boscosa, risalgono alla cultura delle terramare. In epoca romana, iniziarono i primi lavori di bonifica e di trasformazione del territorio, proseguiti poi successivamente ed in particolare nell'VIII secolo in modo sistematico ad opera dei monaci dell'Abbazia di Nonantola.

Un documento dell'anno 927 cita il villaggio fortificato di San Felice ("Castellum Sancti Felicis"): questa viene ad essere la prima menzione del toponimo, che solo dopo l'Unità d'Italia ha assunto l'appellativo di "sul Panaro" per essere distinto da altri omonimi comuni dello Stato italiano.

Con le invasioni barbariche, fu eretto a scopo difensivo un fortilizio che, con il passare del tempo, venne in seguito trasformato in un vero e proprio castello, dotato di una cinta muraria e di un fossato. Tale castello divenne poi feudo di Matilde di Canossa durante la lotta per le investiture ed in seguito le sorti del borgo furono per molto tempo legate in maniera alterna al dominio degli Este ed a quello dei Pio, signori di Carpi. La cittadina, divenuta poi caposaldo di frontiera del Ducato di Modena, fu devastata durante il Rinascimento da invasori spagnoli e francesi. In quei secoli si sviluppò il "Sanfeliciano", che fa parte del dialetto mirandolese e che è tuttora parlato dalla maggioranza dei Sanfeliciani.

Con l'Unità d'Italia, San Felice registrò una notevole crescita come centro commerciale ed agricolo della "Bassa" modenese.

Dopo la seconda guerra mondiale ha avuto un notevole sviluppo come centro agricolo-industriale della "Bassa" emiliana.

Il comune è stato danneggiato dai terremoti dell'Emilia del 2012, che nel paese hanno causato tre vittime e gravissimi danni, fra cui la chiesa arcipretale andata completamente distrutta, la Rocca Estense gravemente danneggiata e la torre dell'orologio crollata.