Vignola

Vignola stemma

Vignola è una città di circa 24.800 abitanti in provincia di Modena. La denominazione “Vignola”, che deriva dal latino “vineola”, piccola vigna, indica la coltivazione della vite, in epoca romana largamente praticata sui terreni alluvionali del Panaro. Ancora oggi, anche se il tessuto economico locale è costituito da piccole e medie imprese in diversi comparti economici, la vocazione agricola è molto radicata sul territorio. Vignola è conosciuta in tutta Europa per la sua produzione cerasicola. Prima fra tutte la nota ciliegia “Mora di Vignola”.

Storia

I reperti archeologici offrono una testimonianza, se pure non sempre sicura, dell’avvicendarsi di varie popolazioni sul territorio, (Etruschi, Liguri, Galli e Romani). Si ha testimonianza di un borgo Sibinianum e di un Feronianum. L’attuale pedemontana (antica via Claudia) ricalca una via etrusca che collegava Bologna a Parma, attraversando il Panaro all’altezza dell’odierna Pieve.

Il primo documento scritto che reca testimonianza del luogo in cui venne fondata la nuova comunità risale all’anno 826. A seguito di una permuta, l’abate del Monastero di Nonantola otteneva la “basilica” S.Maria in Tortiliano e il “in loco viniole ad saxo” dove successivamente venne edificato il castello. Si ignora la data di costruzione della prima rocca che un’antica tradizione la vuole edificata da S.Anselmo abate di Nonantola, a difesa dei beni del monastero della zona. Il periodo di dominio vescovile durò sino al 1247.

Il passaggio del territorio vignolese al Comune di Modena causò numerosi scontri tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini e il Comune di Bologna. Della crisi politica seppe approfittare Gherardo Grassoni che instaurò a Vignola la signoria della sua famiglia, affermando un dominio che durò quasi un secolo, fino a quando gli Estensi si riappropriarono del feudo e con la nomina di un podestà, iniziarono ad esercitare la loro signoria diretta (1399).

Nel 1401 Niccolò III d’Este donò ad Uguccione dei Contrari di Ferrara il castello e le sue adiacenze, così il feudo di Vignola divenne contea con sedici comunità. La Signoria, che durò quasi due secoli, coincise con il periodo di massima prosperità del paese: venne ristrutturata la Rocca, fu innalzata una nuova cinta muraria e con Ercole Contrari nel 1557 venne fatto erigere, su progetto dell’architetto Jacopo Barozzi, il Palazzo antistante la Rocca, oggi conosciuto come Palazzo Boncompagni. Con la morte di Ercole nel 1575, per mancanza di eredi, il marchesato di Vignola tornò agli Este che, su richiesta di Papa Gregorio XIII, lo cedettero a Giacomo Boncompagni, suo figlio naturale.

La conquista napoleonica fece decadere definitivamente il dominio della famiglia Boncompagni su Vignola, in virtù della nuova costituzione repubblicana, divenne capoluogo di Cantone del Dipartimento del Panaro. Con la Restaurazione (1814), Vignola entrò a far parte dei domini del ducato di Modena sino all’unità d’Italia (1861). L’episodio più significativo della storia del nuovo Comune è legato alla celebrazione solenne svoltasi il 20 ottobre 1872 del bicentenario della nascita dello storico Ludovico Antonio Muratori (1672-1750): in questa occasione venne posata la prima pietra del ponte intitolato al Muratori, inaugurato nel 1876 e sul quale transitò poi la nuova tranvia Vignola–Bazzano–Bologna. Reso inagibile in seguito al bombardamento del 1945, il ponte fu ricostruito per essere poi distrutto dall’alluvione del 1966 e sostituito definitivamente con quello attuale, in cemento armato, inaugurato nel 1969.

Nel dopoguerra, Vignola ha continuato l’attività di valorizzazione della tradizionale vocazione agricola basata sulla produzione della tipica frutta rossa, accompagnata da una crescita artigianale e industriale.